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Quale linguaggio per il Web
Fonte: Shiny News
Scrivere
per il Web è meno semplice di quanto si possa pensare. Un'efficace
comunicazione ha bisogno di molta cura, a partire dal registro
linguistico da adottare.
Molti possono sentirsi in grado di scrivere con proprietà su qualunque
argomento di cui conoscano qualcosa di più delle semplici basi. Ma
scrivere è anche e soprattutto comunicare. E la comunicazione, anche
sul Web, deve seguire le sue regole per poter essere efficace e
raggiungere l'obiettivo. Ciò non significa che sia sempre necessario
affidarsi a un professionista: la conoscenza dei propri limiti e delle
caratteristiche proprie di una certa tecnica può essere utile anche per
rapportarsi correttamente con i collaboratori o per avere le giuste
aspettative sul risultato finale.
Le regole formali
Niente è peggiore di un testo scorretto. La prima e indispensabile
regola, qualunque sia il tenore del testo presentato, è che sia chiaro,
leggibile e, soprattutto, corretto. Non ci si accontenti di una breve
verifica con i correttori ortografici automatici, spesso imprecisi. La
rilettura (anche a voce alta, se necessario) è il primo passaggio per
rendere un testo corretto e scorrevole. Si faccia attenzione alle
ripetizioni (di lessico e di concetto), alla chiarezza e
all'ortografia. E se non basta la rilettura, fatelo leggere a qualcun
altro.
La linguistica alta
La comunicazione è stata ed è oggetto di studi molto complessi. Uno
degli schemi più noti della comunicazione è quello elaborato dal
linguista Roman Jakobson, che individua sei elementi fondamentali:
emittente (da cui parte il messaggio), ricevente (chi lo riceve),
codice, canale (mezzo fisico di trasmissione), contesto (conoscenze
comuni a emittente e ricevente), messaggio (sequenza di simboli scelti
all'interno di un codice). Per scrivere bene e correttamente non è
necessario conoscere le teorie della lingua. Per farlo a livello
professionale, però, può essere utile, soprattutto se si ha la capacità
di fissare poche considerazioni valide sempre, con gli opportuni
adattamenti.
Che cosa e perché comunicare
Dallo schema di Jakobson (ed altri), si possono desumere alcuni
concetti fondamentali da tenere presenti in ogni occasione di
scrittura. Sono questi che più interessano chi non si occupa di
comunicazione a livello professionale. Prima di tutto, bisogna
chiedersi "che cosa?". Non si tratta di una domanda banale e scontata,
visto che in molte pagine Web si possono ammirare testi anche ben
costruiti che però girano attorno all'oggetto della comunicazione senza
mai riuscire a metterlo al centro dell'attenzione. Invece, bisogna
sempre avere chiaro che cosa si deve comunicare, e naturalmente perché.
Questa seconda parte è altrettanto fondamentale. Qual è lo scopo della
propria comunicazione: vendere qualcosa? Far conoscere? Offrire
un'immagine diversa rispetto a quella nota? Convincere a una prova? Per
ognuno di questi casi, il linguaggio dovrà essere diverso e centrare
l'obiettivo.
Oltre la parola
Qui subentra un altro grande filone di comunicazione,
molto importante per Internet. È la comunicazione
visiva, fatta di immagini e filmati. Nel Web gode di
grande considerazione (a volte persino eccessiva), ed
è indubbio che per un certo tipo di messaggio
sia indispensabile. Ancora una volta, si tratta di capire
prima di tutto che cosa si vuole comunicare e perché.
In certi casi, un aiuto visivo è di straordinaria
importanza (per esempio, per vendere), in altri è
solo un accessorio la cui utilità deve essere
valutata nel contesto generale della pagina.
A chi si comunica
Stabilito che cosa e perché, l'altra domanda fondamentale
(chiarificatrice del registro linguistico da tenere,
del livello di approfondimento da offrire, dall'ausilio
o meno delle immagini), è proprio a chi si vuole comunicare.
Se le proprie pagine Web sono generaliste e offrono
informazioni a 360 gradi si dovrà optare per una soluzione
di stile giornalistico: testi molto chiari, leggibili
in linea di principio da chiunque abbia almeno la licenza
di terza media, banditi i termini poco utilizzati, le
espressioni ricercate e tutto ciò che non è immediatamente
comprensibile. Al contrario, se il proprio è un sito
di vendita online di prodotti specialistici si dovrà
utilizzare un linguaggio appropriato e tecnico, l'approfondimento
dovrà essere pertinente e specifico, il tono complessivo
professionale e autorevole. E per ogni possibile tipologia
di utente si potrebbero dare descrizioni diverse: ovviamente
questa fase dell'analisi richiede grande attenzione
perché si deve sempre tener presente che ci si rivolge
contemporaneamente a un certo tipo di pubblico ma anche
a tutto il pubblico possibile grazie al Web.
La verifica: le statistiche
Infine,
c'è un ultimo aspetto da verificare: un conto sono le intenzioni, un
altro la realtà. L'analisi delle statistiche deve offrire un valido
ausilio nel determinare se l'utente a cui ci rivolgiamo è quello che
effettivamente volevamo intercettare. Un primo parametro di
valutazione, ovviamente, riguarda il Paese di provenienza, per
accertarsi che il nostro riferimento geografico sia corretto. Quindi
grande importanza è rivestita dai tempi di visita, che devono essere
tali da comprendere la lettura delle nostre pagine. Un abbandono
precoce delle pagine può indicare qualche tipo di ostacolo a livello
testuale, una difficile comprensione del testo o comunque una scarsa
rispondenza del sito a quanto cercato. Infine, le parole chiave
utilizzate per la provenienza dai motori di ricerca possono segnalare
se gli utenti arrivano più per termini tecnici o generici, per aspetti
particolari e secondari del sito o per quelli fondamentali e così via.