Occasioni
per caso [2/2]
Capire le chiavi di ricerca

Immagine sintetica: Chiavi di ricerca di una ipotetica
ditta di informatica con
dominio .it
Altro elemento centrale nel capire le provenienze per
serendipity è l'analisi delle chiavi di ricerca
per la provenienza da motori. In questo caso bisogna
valutare prima di tutto la presenza di chiavi dissociate
rispetto ai target del sito: parole o espressioni che
nulla hanno a che vedere con le attività di cui
si occupa il sito o parole equivoche o sinonimi equivoci
di parole usate nell'attività del sito. Naturalmente,
si valuteranno soltanto quelle chiavi che generano un
consistente numero di accessi, trascurando quelle con
percentuali marginali.
Dalla visita casuale all'approfondimento
Attraverso un'analisi comparata delle provenienze per
chiavi di ricerca dai motori e delle visite per pagina
d'ingresso, si potrà stabilire l'effettiva rilevanza
degli accessi casuali a una certa pagina. Da qui, sarebbe
poi opportuno valutare i percorsi generati a partire
da quella pagina, per capire se le visite casuali si
estendono poi in altre diramazioni del sito (l'attenzione
del navigatore casuale è stata catturata e spinta verso
il restante contenuto) oppure se rimangono confinate
a quella pagina, indicando una scarsa capacità di motivare
i visitatori ad approfondire la conoscenza del proprio
sito.
Esempio di percorso generato da una pagina (99) raggiunta
per serendipity
Catturare i navigatori
Una volta appurato che esistono visite casuali sul proprio
sito, però, bisogna motivare i navigatori a restare
sulle pagine e scoprire il resto del contenuto. Ciò
può essere fatto in prima istanza presentando contenuti
adeguatamente interessanti. Ma anche la realizzazione
del sito può essere di qualche aiuto, grazie a pochi,
semplici accorgimenti:
1) dichiarare in tutte le pagine chiaramente il contenuto
complessivo del sito e la natura della propria attività,
magari anche con i riferimenti alla società o all'individuo
che gestisce il sito stesso. Un ulteriore accorgimento
è quello di creare nuvole di parole chiave, secondo
l'uso diffuso nei blog, per far capire in modo visuale
e diretto all'utente quali sono le "chiavi" del sito,
appunto
2) far capire sempre al navigatore in quale livello
del sito si trova: briciole di pane, menu esplosi (cioè
aperti in base a tutti i passaggi che servono per arrivare
alla pagina in questione) e url dettagliati possono
essere molto utili
3) creare possibilità di navigazione orizzontale all'interno
delle singole pagine, con link ad altre pagine, possibilmente
estesi, cioè con un paio di righe di spiegazione della
pagina collegata.
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