Come
scegliere una web agency [2/3]
MUOVERSI AL BUIO?
Se le idee sono chiare, è il momento di individuare
chi può realizzare il nostro (per semplicità
definiamolo così) sito.
In una situazione post traumatica come quella italiana,
con i pochi (ma buoni) sopravvissuti alla crisi che si
guardano intorno ancora un po’ assordati dallo scoppio
della bolla speculativa, scegliere il partner giusto per
il proprio progetto in base al portfolio può essere
fuorviante:
è possibile che le persone dietro una case
history brillante non siano più parte
dello staff creativo se l’azienda non è strutturata
con le risorse interne o che non vengano coinvolte nel
nostro progetto (soprattutto se è un low budget).
Molto meglio chiedere una presentazione che preveda anche
il coinvolgimento di chi effettivamente seguirà
il lavoro (magari dopo un primo contatto con chi professionalmente
segue i clienti): il feeling personale
è importantissimo per progetti che comunque richiedono
un forte coinvolgimento del cliente, anche quando sembrano
piccolini. Le domande importanti da fare in questa fase
sono quindi chi seguirà il progetto e quali altre
esperienze possiede; come funziona l’organizzazione
interna, per valutarne la coerenza con la propria (si
comunica via mail o via telefono? Sono previste riunioni?
Quanto è rigida/elastica la procedura di briefing,
discussione delle proposte, approvazione? Potrò
parlare direttamente con grafici e sviluppatori, o avrò
un unico referente che si occuperà di coordinare
lo staff dedicato al progetto; le scelte in materia di
software e filosofie di sviluppo utilizzate (licenze o
open source? Comprerò una licenza o solo il diritto
d’uso con un canone annuale? L’assistenza
è compresa o esclusa?).
Non esistono risposte giuste o sbagliate a queste domande:
quello che va valutato in questa fase è la compatibilità
dinamica tra cliente e fornitore, non l’oggettiva
perfezione (che non esiste).
IL BRIEFING E LE SPECIFICHE
Spesso si decide di completare la fase di valutazione
delle varie web agencies incontrate, chiedendo l’elaborazione
di un progetto vero e proprio, magari corredato da un’offerta
economica.
In questo caso è sempre opportuno indicare un
budget di spesa insieme al briefing:
così come se, uscendo a cena, posso aspettarmi
di avere lo stesso risultato (nutrirmi) con un range
di spesa dai 5 euro da un Self Service ai 120 euro di
un ristorante di lusso: lo stesso progetto può
variare enormemente nel costo a seconda delle scelte
fatte.
Mettetevi nei panni di una web agency con un prospect,
ma senza budget: un progetto interessante, creativo,
innovativo e con strategie di marketing di supporto,
costa sicuramente di più di un semplice progetto
istituzionale.
Chi sceglie di presentare il primo, rischia di chiedere
troppo e spaventare il cliente; chi sceglie di presentare
il secondo, rischia di sembrare poco propositivo; presentarli
entrambi a volte non è possibile.
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